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Parrocchia:
Santa Maria M. e San Pellegrino
Indirizzo:
Via Chiesa 33093 MEDUNO (PN)
Telefono:
0427.86103
Fax:
0427.86103
Numero abitanti: 1697

Parroco: don Fabrizio De Toni

Orari messe estate feriale
ore 8.00
Orari messe estate festivo:
ore 18.30
Orari messe inverno feriale:
ore 18.00
Orari messe inverno festivo:
ore 10.30

Chiese e Oratori:
Chiesa San Bartolomeo e Valentino (Ciago); Chiesa San Giovanni Bosco e Rita (Sottomonte); Chiesa di Navarons
Feste religiose:
Madonna “dali Fasini” a Meduno (ultima domenica di settembre). Don Bosco a Sottomonte. San Valentino a Ciago. Santa Rita a Sottomonte.
Feste e tradizioni popolari:
San Martino (Chiesa di San Martino), Madonna della Salute a Navarons, Festa dell’Emigrante in agosto, Carnevale.
Attività parrocchiali e associazioni:
Grest, campi estivi, gruppo giovani, catechesi parrocchiale, scuola materna parrocchiale, coro parrocchiale, formazione adulti con le parrocchie di Cavasso Nuovo e Fanna in Quaresima,Lectio Divina.

Appuntamenti e iniziative:
Corso per fidanzati fornaneale (in primavera). Formazione genitori con di percorsi. Progetto Albania. Progetto Armenia (25 adozioni)
Casa per ferie / colonia:
Canonica di Navarons aperta a piccoli gruppi

NOTE STORICHE

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Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maggiore, Meduno

L’originario edificio risalente al XI -XII secolo, quando la chiesa venne elevata a pieve battesimale, subì diversi ampliamenti e ristrutturazioni interne a partire dal `500, fino al suo attuale impianto, riferibile al 1830-1834. Di stile neoclassico, ha subito notevoli danni in seguito al sisma del ’76 che hanno portato alla quasi completa perdita degli affreschi che decoravano il soffitto della navata. Dell’intera decorazione, opera del veneziano Giovanni Carlo Bevilacqua (1775-1849) rimane, ora collocata sul lato destro dell’abside, la Dormitio Virginis, realizzata in monocromo, e qualche frammento delle altre scene. (fig. p. 95, volume Meduno 1991)

L’opera di maggior pregio eseguita per la chiesa è la pala con la Madonna con Bambino che appare ai Santi Urbano, Gottardo, Filippo e Giacomo minore, dipinta nel 1744 dal grande Giambattista Piazzetta, recentemente restaurata (immagine p. 104, volume Meduno 1991). Non vanno dimenticate le preziose testimonianze scultoree, tra le quali ricordiamo la pila dell’acqua santa della fine del XV secolo ed il fonte battesimale con testine in bassorilievo di putti, eseguito nel 1485 da Giovanni Antonio Pilacorte. (immagine n. 7, p. 91 volume Meduno 1991) Per quanto riguarda l’altare maggiore, questo venne ideato nella struttura architettonica dal veneziano Giovanni Trognon (1741) ed arricchito da Giuseppe Bernardi-Torretti (1739-1745) con le statue di Angeli e figure allegoriche, S. Michele e S. Pietro collocate lateralmente. Allo stesso autore si deve la realizzazione delle statue di Madonna con Bambino, S Domenico, S. Caterina, Fede e Speranza che adornano l’altare del Rosario, opera degli artisti Antonimi ed Elia di Gemona (1882).

Chiesa di San Pellegrino, Navarons
Questo edificio viene nominato per la prima volta nel 1520, anche se l’attuale struttura risale, nelle linee fondamentali, al XVIII secolo, con diversi rimaneggiamenti successivi nel corso dell’800, quando venne realizzato il campanile dal caratteristico coronamento “a torre”.
E’ costituito da un’unica aula con tetto a capriate, aperture a lunetta nel presbiterio e rettangolari nell’aula. L’altare maggiore realizzato in marmo bianco e rosso con le due statue di S. Pellegrino e S. Michele arcangelo affiancanti il tabernacolo-tempi etto terminante a bulbo, è opera di Silvestro Comiz di Pinzano (1790). Tra le altre opere presenti, ricordiamo anche un Crocifisso del `700 e una tela settecentesca raffigurante l’Adorazione dei Magi, opera di un pittore veneto-friulano.

Chiesa di San Martino in castello, località San Martino
Il fabbricato di alto valore storico-ambientale, situato lungo la strada comunale che conduce sul monte Valinis, è costituito da un unico vano a pianta rettangolare orientato prevalentemente nordsud, con travi a vista (5 capriate). Non si hanno dati certi sulla sua edificazione, ma si ritiene che la chiesa sia stata costruita dopo il castello che sorgeva nei pressi (citata da una fonte del 1136). Alla costruzione romanica (testimoniata anche dalla presenza di alcuni elementi decorativi scultorei altomedievali) venne aggiunta, probabilmente nel `700, quando vennero eseguiti alcuni lavori di ampliamento, la piccola cella campanaria a vela che caratterizza la facciata. (Fig. p.11, pubblicazione S. Martino 2003).
I recenti interventi di restauro e di consolidamento antisismico (2001) hanno ridato l’originaria bellezza all’edificio che versava in stato precario e di semiabbandono. L’interno è impreziosito da un affresco cinquecentesco che presenta al centro la Madonna seduta che tiene sul ginocchio destro il Bambino in piedi; alla destra del gruppo è raffigurato San Martino a cavallo mentre dona parte del mantello al povero, mentre alla sinistra sono rappresentati Sant’Antonio Abate e San Leonardo. La composizione è completata da una cornice classica con colonne laterali decorate da motivi floreali e parte superiore arricchita da tre testine di angeli. Lo stemma situato a destra, riferibile a Pietro Antonio da S. Vito, capitano vescovile di Meduno (sec. XVI), conferma l’attribuzione a Pietro da S. Vito (1517 ad 17 zugno zp da s vido fecit). Fig. p. 15 e p.17 pubblicazione S. Martino 2003).

Chiesa di S. Bartolomeo, Ciago
E’ la terza chiesa in ordine di grandezza presente sul territorio comunale, è costituita da un’unica aula rettangolare con fronte timpanata ed occhio centrale, presenta, all’altezza del coro, un piccolo campanile di pianta quadrata con coronamento a cuspide. Menzionata fin dal 1457, ospitava ben tre altari lignei in onore del patrono S. Valentino e S. Antonio abate. Dagli altari lapidei del `700, venne realizzato nel 1820 l’attuale altare maggiore che reca la pala settecentesca, recentemente restaurata, dei SS. Valentino, Floriano e Francesco di Paola protettore dei guadi. Sui piedistalli laterali le effigi di S. Antonio abate (in marmo) e di S. Bartolomeo (ad olio su tavola).

Chiesa di S. Giovanni Bosco, Sottomonte-Costa

Edificata a conclusione della seconda guerra mondiale, grazie ad un lascito di Antonio Burgol e con il concorso di tutti i cittadini, si presenta con un aguzzo frontone affiancato da due guglie; l’attuale campanile, è stato riedificato in seguito al sisma del ’76. La chiesa è dedicata a S. Giovanni Bosco e a S. Rita da Cascia.

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